In seguito diremo che lavorare troppo duramente o fare troppo per troppo tempo non è una cosa positiva, perché l’attività fisica È un onere per il corpo. Come per qualsiasi cosa nella vita, ci sono dei limiti. Fondamentale per scoprire un programma ideale per se è scoprire il minimo indispensabile per ottenere i risultati massimi. Non fraintendetemi: non bisogna fare meno possibile, bensì il minimo indispensabile relativamente a cosa state cercando di ottenere.

Perciò, “di più è meglio” non è molto meglio del pensare “meno è meglio”. Ciò si applica non solo alla frequenza dell’allenamento ma anche a tutto quello che costituisce l’allenamento e  L’alimentazione.

 Per esempio, il tempo sotto tensione (TUT o quanto dura una serie) non deve essere troppo lungo relativamente alla natura della velocità di affaticamento del muscolo. Troppo TUT non è diverso da troppe serie o da frequenza eccessiva. Le fibre di durata o a contrazione lenta possono tollerare i tempi di tensione lunghi o l’alto numero di ripetizioni, le fibre a contrazione veloce invece non possono farlo. Le fibre a contrazione lenta possono sopportare i carichi pesanti mentre le fibre a contrazione rapida rimpiccioliscono o atrofizzano utilizzando carichi più leggeri e tempi di tensione più lunghi: sperimentano un adattamento negativo perché non sono fatte per la durata. Comunque, non dovete esporre i muscoli che hanno molte fibre a contrazione lenta a tempi di tensione di 3 minuti, per esempio, perché fare così serve più ad aumentare la durata  che ad aumentare la forza e la massa.

Un altro errore è che molti bodybuilder affrontano il concetto “troppo” o “troppo poco” in modo rigido. Prima di tutto, solo perché 5 serie per un muscolo possono essere l’ideale in media, non significa che ogni tanto non si possa fare un po’ di più per scioccare il corpo. In altre parole, cosa è “minimo” per ottenere il risultato “massimo” può variare nel corso della carriera di allenamento e anche relativamente alla ciclizzazione/variazione degli oneri complessivi dell’allenamento. Per un bodybuilder può essere ideale fare 10 serie per indurre un certo muscolo alla crescita, però il principio della riduzione dei guadagni può evidenziare che fare così per oltre 4 settimane non è corretto e che tornare a 5 serie per muscolo è pressoché ideale per periodi più lunghi, con 4 serie che non producono gli stessi risultati e 6 serie che in media non sono migliori di 5 serie. Di conseguenza, 5 serie sono appropriate in media.

 Il lettore può chiedersi perché 10 serie funzionano meglio per un periodo breve mentre aggiungere una sesta serie non serve. Ricordatevi che questi esempi sono tutti ipotetici, però il punto è questo: per “scioccare” i muscoli un atleta deve fare qualcosa di un po’ estremo o diverso da quanto è abituato a fare e a volte aggiungere una serie extra non è abbastanza. Ecco perché fare qualcosa di estremo, come raddoppiare il numero delle serie, è tollerabile ma solo per un periodo breve.

 Inoltre, scoprire il rapporto costi/benefici di un programma in confronto a un altro programma è difficile nel lungo termine e nel corso di mesi o anni di allenamento. Immaginiamo di avere due programmi di allenamento, la routine A e la routine B. Eseguite la routine A per un breve periodo annotando informazioni per capirne l’efficacia nella costruzione di forza e massa. Dopo un po’ fate lo stesso con la routine B.

Potreste scoprire che la routine B è stata migliore per qualsiasi ragione (più o meno serie, maggiore o minore frequenza ecc.). Il problema è considerare la routine B il “programma ideale definitivo”.
Una cosa del genere non esiste perché la scoperta del programma “ideale” è un processo senza fine per la semplice ragione che ci sono fattori sempre mutevoli nella vita di un bodybuilder, come lo stress quotidiano, l’invecchiamento e la tolleranza all’attività fisica, l’adattamento del sistema neuromuscolare alle routine e alle strategie precedenti ecc.
Perciò, una volta trovato un programma che sembra quasi ideale, usatelo intensamente e usatelo bene, però quando i risultati cominciano a ridursi o si arrestano del tutto, allora dovete rivolgervi a nuovi programmi che offrono nuove sfide.
Presentazione del libro Errori nel bodybuilding
di Brian Johnston - 240 pagine .


Errori nel bodybuilding è un libro che dà delle dritte su ciò che in palestra è sottovalutato o ignorato.
Argomenti che spaziano dalla genetica, i somatotipi, l’allenamento, le tecniche, l’alimentazione, vi guideranno durante la facile e comprensiva lettura, vi apriranno la mente verso nuovi e provati percorsi i quali vi permetteranno di non subire errori e ritardi nella progressione positiva del vs. allenamento.
Quasi 100 errori analizzati e commentati da Brian con la base sempre in mente:”il corpo ha la capacità di adattarsi con facilità estrema, per tale motivo è necessario variare costantemente qualcosa nell’allenamento per non permettete mai che si adatti”, In poche parole questo libro vi farà riflettere su tantissime cose che fino ad oggi davate per scontate.
Per utilizzare al meglio qualsiasi metodologia ci vogliono esercitazione ed esperienza. Che si tratti di costruire una casa, di coltivare un orto o di imparare un nuovo sport o mestiere, il metodo farà la differenza ma, come si dice spesso, “la differenza la fanno i dettagli”. Il successo vero si ottiene dando ascolto all’esperienza di quelli che hanno utilizzato e affinato la pratica del bodybuilding. Familiarizzare analizzando gli errori che si possono fare nel percorso e dedicargli tempo per evitarli permetterà di non perdere tempo inutile.
Ciò significa che il lettore deve considerare gli aspetti negativi nel loro insieme, proprio come quelli positivi.
Come era solito ricordare Arthur Jones, gran parte del progresso è dato dal capire cosa non funziona e/o cosa funziona male, nella speranza di escogitare qualcosa di migliore. Gran parte del successo è costruito sugli insegnamenti dei fallimenti e per l’1% su un’ispirazione.
https://www.olympianstore.it/it/errori-nel-bodybuilding.html