I Lavori di Arthur Jones Volume 2

Il volume 2 di Arthur Jones raccoglie gli articoli per Athletic Journal, Iron Man, scritti da Arthur Jones l'inventore delle macchine Nautilus.

Pagine 324

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Volume 2 dei I lavori di Arthur Jones

Prefazione

Nella mia vita dò molta importanza all’organizzazione. Di conseguenza, il mio unico e iniziale scopo per organizzare i lavori di Arthur Jones era semplicemente compilare i suoi lavori letterari che avevo acquisito e rilegare con una copertina rigida le tante fotocopie, volantini e fogli sparsi per il mio ufficio.
Una volta iniziato questo progetto, mi resi conto di due cose: primo, sarebbe stata un’impresa notevole, soprattutto perché avevo molte pagine da ribattere (fortunatamente, Inge Cook–Jones mi ha fornito in formato digitale oltre la metà del materiale di questo libro). Secondo, anche se il Sig. Jones ha molti ammiratori e sostenitori in tutto il mondo, per le tantissime idee che hanno aiutato a rivoluzionare questa industria apparentemente irrazionale, ci sono molti che non conoscono i suoi contributi. “Molte vite”, pensavo, “potrebbero cambiare se solo queste persone potessero leggere cosa ha detto quest’uomo brillante nel corso degli ultimi tre decenni”.
Con questo non voglio dire che il Sig. Jones è infallibile e che tutto quello che ha detto è corretto oppure ha dimostrato di essere corretto. Una lettura attenta dei suoi lavori, dai primi anni a oggi, dimostra chiaramente che ha riconosciuto i suoi errori, li ha corretti al meglio delle sue capacità e se ne è assunto le responsabilità (va detto che è stato corretto, spesso più di chiunque altro in questo settore).
Perciò, cosa molto importante, Arthur Jones è uno dei pochi che ha sfidato l’industria del fitness e ha cercato, nei limiti del possibile, di essere responsabile delle sue azioni e raccomandazioni, oltre a essere uno dei pochissimi che ha fatto veramente la differenza. Anche se altri in questo settore hanno dato un contributo, pochi di loro sono stati prolifici e influenti come Arthur Jones e fortunatamente il Sig. Jones ha influenzato la gran parte di queste altre persone e le loro scoperte. Sicuramente, tutte le macchine moderne per l’allenamento che prendono in considerazione i concetti della “resistenza variabile” o della “resistenza diretta” traggono origine dall’esperienza Nautilus.
Comunque, l’industria del fitness sembra essere piuttosto piccola o isolata relativamente a come percepiamo gli effetti e i ruoli ricoperti da altre industrie nella nostra cultura. L’industria dell’intrattenimento, la sanità e la sicurezza nazionale, in seguito al terrorismo, per esempio, sono certamente in prima linea e hanno un’influenza maggiore su come viviamo ma l’importanza e il potenziale dell’attività fisica condotta correttamente per quasi tutti gli uomini, le donne e i bambini, non possono essere negati.

È questo potenziale che non è sfruttato ma, alla fine, succede una “cosa buona”. Fortunatamente, e senza dubbio, il Sig. Jones è stato in prima linea in questo movimento in lenta crescita del mettersi in forma, dell’essere sano e dell’avere un bell’aspetto, e i suoi contributi nelle applicazioni del bodybuilding, dell’allenamento per la forza, della riabilitazione e del controllo sono stati senza precedenti. Per tutto ciò, ho un debito nei suoi confronti e il tempo e il lavoro per portare ai lettori il suo lavoro immenso, dai primi anni ’70 alla fine degli anni ’90, è sia un onore sia un privilegio.
Essendo un “oggettivista”, vivo credendo in “quello che potrebbe essere” piuttosto che in “quello che è…” e che mondo sarebbe e cosa ne sarebbe stato della scienza dell’attività fisica se tutti avessero fatto come Arthur Jones.